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Ubriaca del paesaggio

Ubriaca del paesaggio, parte del
quotidiano, lego tela ai ferri con
ferro e dedico il colore al colore,
per il movimento di un momento
preparo il volo degli aquiloni.
Bevo vino.

Tampo fa' ma non piu' di settanta
anni, turbata da Einstein con la sua
teoria giorno-notte insogno
andai al bar di sotto per le
sigarette. Lo schermo d'immagine e
frasi si accavallano in un non senso
"I wasted time ad now", partita a
tennis; la memoria balza indietro di
quattrocento anni, Shakspeare
Riccatrdo II "doth time waste me
for now hath time made me his
numbering clock"

A casa poco dopo, quattro tele, a
grandezza di parete, appese al
soffitto in mezzo alla stanza con la
numerazione di un'ora, per passare
bisogna scostarle.

La foto entro' nella fotocopiatrice
tante ore-giorni-mesi tutto
automatico ben ordinato in pile da
cento, cancello gli occhi sulle
fotocopie del mio volto, cento
facce nella macchina, mille+mille
il passo dei secoli, appese ad un filo
fragili trasparenti filtrano la storia
inserite ovunque moltiplicabili
all'infinito

Attraversando l'orizzonte degli
eventi evitando la singolarita' gli
antenati, abituali viaggiatori tra le
stelle.

Giro le dime ad arco di ferro,
aste filettate le sorreggono, le punte
bendate, come pesanti uccelli
pronti al difficile volo

Lavori pensieri azioni trovano
sensazioni colori luoghi senza
relazioni ne' verita'

A volte dal panettiere cosi' lontano
e vicino, non so se conosco
meglio, lui che vedo tutti i giorni,
o Amleto che non e' esistito.
Torturo Rimbaud che dice di non
dover niente, l'adolescenza e' finita.
Pasolini ci ritorna nelle braccia di
Freud. Einstein si giustifica con
una costante, Rubbia alza le spalle
tutto c'era gia', Schiller da una
mano, Maria Callas conosola.

Divento cauta, quello che faccio
non mi appartiene, e' autonomo
nello spazio.
I rifacimenti, le fotografie, evocano
cose, sempre diverse, momenti in
cui ci si puo' trovare vicini o
lontani, sensazioni non
determinabili, diverse, di volta in
volta. Tutti i lavori sono sgombri
dall'io, nell'aria una carezza,
sensazioni limpidamente curate.

Muovendosi nella vita millenaria i
passi sono lenti.